Che non si dica che il governo non è andato incontro ai terremotati aquilani. Vabbè, ci è andato col manganello, in pieno stile Partito dell’Amore. Medesimo stile, arrivano i soccorsi anche alla Camera, cazzotti in faccia all’Onorevole dell’Idv Franco Barbato. È evidente che se ci fosse un minimo di informazione in Italia, il Governo crollerebbe nel giro di 24 ore. Anzi, voi direte, se l’informazione non fosse militarmente occupata, queste farse di Governo non avrebbero mai avuto luogo.
Mentre il Pd gioisce per le dimissioni di Brancher, su cui gravava il sospetto di essere stato nominato ministro per sfuggire ai tribunali (devono ancora accorgersi di Cosentino e Dell’Utri, senza contare che il ducetto di Arcore lo sta facendo da oltre 15 anni), il peggior Governo della storia post democratica italiana è sull’orlo del collasso. Lasciamo perciò il Pd alle sue gioie, sperando che non si intrometta per salvare la rovinosa caduta del regime.
Ci saranno nuove elezioni, opportunamente sostenute da disinformazione a strascico e voto di scambio. I nostri posteri le chiameranno Elezioni Demomafiocratiche.
A proposito della puntata di Annozero del 23 aprile dal titolo “Il paese dei manganelli“, il messaggio che è emerso, o che si è voluto far emergere attraverso gli ultimi articoli e dichiarazioni di Indro Montanelli, è grosso modo il seguente: la maggioranza del popolo italiano ora reclama la dittatura, il manganello appunto. Una deriva populista che, in un periodo di crisi economica, trova un terreno particolarmente fertile.
Sono balle! Ogni volta che qualcuno intona un discorso con “gli italiani dicono/vogliono/fanno…“, si appresta solo a raccontare una sfilza di balle. Mettiamo che si facesse un sondaggio serio con domande chiare e sensate, tipo questa: “Saresti d’accordo a far guidare il paese da un dittatore (eletto dal popolo) con il potere di controllare il governo, la giustizia e l’informazione?“. Non saprei dire esattamente quanti risponderebbero “Sì”, ma cerchiamo di essere realisti, di sicuro almeno un 80% strabuzzerebbe gli occhi come se l’intervistatore fosse un marziano. Se il ducetto di Arcore si vende come l’incarnazione della libertà e della democrazia (non certo della dittatura) una ragione c’è.
Ma se il popolo non vuole la dittatura, perché allora il consenso del medesimo ducetto continua vergognosamente a salire? Peccato che la risposta sia talmente elementare e risaputa, da non essere più presa in considerazione né dall’opposizione politica né dall’informazione di massa (escludendo ovviamente le poche e sempre più circoscritte eccezioni). La riassumo nei seguenti punti:
Ogni elettore decide con la propria testa in base a come si è informato.
La stragrande maggioranza degli elettori si informa tramite le televisioni nazionali. Una percentuale assai inferiore si informa anche con i giornali e con internet. Pochissimi leggono libri.
Le televisioni nazionali private sono monopolizzate da Mediaset, ovvero dal Premier.
La televisione pubblica è monopolizzata dal governo, ovvero dal Premier.
La Mondadori, una delle più grandi case editrici Italiane, appartiene al gruppo Fininvest, ovvero al Premier.
La contro informazione viene innanzi tutto scoraggiata con una efficace politica intimidatoria, altrimenti vi sono due possibilità: (1) se ha la voce grossa viene prima delegittimata poi censurata; (2) se ha la voce debole la sola delegittimazione raggiunge generalmente lo scopo, senza dover ricorrere alla censura.
Il ducetto di Arcore nella concentrazione dei poteri ci sguazza, e se li può usare per difendere i propri interessi li usa. Dai cicli mestruali di Eluana Englaro, al terremoto in Abruzzo. Dalla censura alle voci libere colpevoli di avere un indice d’ascolto troppo alto, alle camionate di merda sui magistrati che fanno il proprio dovere. Tutto fa brodo per manipolare/censurare le notizie, strumentalizzare lo strumentalizzabile, e ingannare sistematicamente il malcapitato elettore/telespettatore.
La mia è sicuramente una semplificazione, ma i parametri essenziali del problema rimangono quelli sopra elencati. Tutto il resto non può che influire in minima parte sul risultato finale, e contribuisce solo a confondere le idee.
Dall’ultimo sondaggio mensile Ipr-Marketing pubblicato su Repubblica.it:
Berlusconi +4%
Lega -4%
Partito Democratico +2%
Italia dei Valori -4%
Gli show fra i morti e i terremotati hanno giovato all’Unto del Signore, ben supportato dalla grandiosa propaganda a reti unificate. Di Pietro, reduce da una sana e sistematica campagna diffama-delegittimatoria, sempre a reti unificate, accusa il colpo. Il Partito Democratico, col suo nuovo volto fresco acqua e sapone, è stato sottovaluto dalle stesse reti unificate, ha perciò recuperato quel pugno di voti. Aspettiamo che venga preso di mira e sparirà come se non fosse mai esistito. La Lega viene inesorabilmente risucchiata dal Pdl. Cosa ampiamente prevedibile, oltretutto il Berlusca non vedeva l’ora di toglierseli dalle palle.
Possibili scenari futuri. Bossi incazzato nero fa cadere il governo. Elezioni anticipate. Il Berlusca fa il pienone da solo, un plebiscito del 75%. La Lega va a culo, definitivamente. Dell’Utri capo del Governo. Licio Gelli al Quirinale. Previti ministro di Grazia e Giustizia. Schifani giudice di Miss Italia. Fini cameriere. Berlusca Papa, con diritto di veto per quanto riguarda lo stato italiano, e potere decisionale sul testamento biologico di tutti i cittadini. Prima solenne azione di Governo: beatificazione di San Vittorio Mangano martire.
Chissà perché il governo si appresta a limitare la libertà di stampa, l’uso investigativo delle intercettazioni telefoniche, e a subordinare il potere giudiziario al potere esecutivo? Chissà perché i parassiti della società si concentrano impunemente sempre più poteri e ricchezza, mortificando il resto della popolazione? Chissà perché chi si arricchisce sulla speculazione edilizia finirà sempre più in carriera politica e sempre meno dietro le sbarre? Chissà perché, in zona ad alto rischio sismico, un ospedale di recente costruzione crolla alla prima scoreggia di terremoto?
Annozero, 9 aprile 2009. Uno guarda l’introduzione di Marco Travaglio, oppure l’intervento di Claudio Fava, e potrebbe capire qualcosa. Poi arrivano due ore di benedetto contraddittorio e tutto va a culo. Si definisce “contraddittorio”: sommergere con una buona dose di cagnara o insulti chiunque rischi di far trapelare verità scomode alla linea di regime, così nessuno capirà più nulla e tutti appariranno ugualmente idioti.
Cito una recente frase di Berlusconi, in riferimento ai terremotati rimasti senza tetto: «Hanno tutto quello di cui hanno bisogno. Hanno medicine, hanno pasti caldi… Naturalmente è una sistemazione provvisoria, dovrebbero consideralo come un fine settimana in campeggio». (fonte IlSole24Ore.com)
Non viene da chiedersi quale sia il valore del quoziente intellettivo del Primo Ministro, il quale è già noto da tempo. Viene da chiedersi perché ad indignarsi sia stata solo la stampa estera, il fatto è praticamente passato inosservato dalla stampa italiana. Eppure immagino che una Repubblica o un Corriere, con la prima pagina dedicata a Berlusconi e l’allegro campeggio dei terremotati, sarebbe andata a ruba. IlSole24Ore.com è una delle poche testate “valorose”, solo che per loro la notizia è quello che la stampa estera dice a proposito della notizia, mica la notizia in se. Che avventatezza!
Devo dedurre che le intimidazioni recentemente lanciate dal Premier contro la stampa hanno sortito l’effetto sperato. La stampa non direttamente controllata dal Cavaliere ha paura di scrivere del nobile pensiero dello stesso, si è definitivamente cagata addosso. Mister “editto bulgaro” sa come controllare l’informazione: una buona parte è di sua proprietà, il grosso del servizio pubblico lo controlla direttamente tramite il governo, il resto se lo lavora a suon di minacce e querele miliardarie.
Non si sarebbero fatti chiamare “il Popolo delle Libertà” se non fossero così intenti ad applicare metodi da Regime Sovietico.
L’Unione Europea dovrebbe richiamare l’Italia a rispettare i principi costituzionali sulla libertà di stampa. In caso contrario che la si cacci via a pedate, altro che sanzioni amministrative!