“Lo stragismo nella storia d’Italia è stato uno strumento ordinario di lotta politica”
Alcuni estratti dell’intervento di Roberto Scarpinato al 19º anniversario della strage di via D’Amelio.

Alcuni estratti dell’intervento di Roberto Scarpinato al 19º anniversario della strage di via D’Amelio.
Il Borghezio dice qualcosa di leghista e la Lega Nord lo sospende. È risaputo che il Carroccio veicola idee molto simili a quelle dello stragista Breivik, non c’era bisogno del Borghezio per capirlo.
L’identità culturale di un popolo, o anche delle piccole realtà locali esistenti in Italia, è fondamentale. Non era questo uno dei punti principali e condivisibili della Lega Nord? Lo era nella teoria, nella pratica hanno solo contribuito a calpestarla quella cultura. Da tempo i leghisti non difendono più nessuna identità culturale, sono ridotti al sentimento più basso, stupido e vile, strettamente limitato all’odio verso le culture diverse.
Il Pentagono ha dichiarato che la salma di Osama Bin Laden è stata “sepolta” in mare perché nessun paese la voleva. Rimane solo un dubbio, dopo averlo ammazzato hanno fatto un giro di telefonate a 194 capi di stato senza esito positivo? O cercavano già da anni un paese che se lo prendesse e non avendolo trovato l’hanno sepolto in mare per la disperazione?
Silvio Berlusconi il 30 settembre aveva detto al Senato che ”i giornali considerati più vicini a noi forse ci fanno più male che bene”. Il giorno successivo il direttore del Giornale Vittorio Feltri ha reagito dicendosi pronto ad abbandonare l’incarico: ”Sono stato chiamato al Giornale per ripianare i conti, ma se la mia presenza è d’impiccio me ne vado, senza polemiche”. (da blitzquotidiano.it)
Vogliono farci intendere che le vagonate di merda riversate negli ultimi mesi su Gianfranco Fini e relativa famiglia, non siano servite. Anzi, hanno fatto più “male che bene”, al Pdl s’intende. Quante cazzate ci tocca ascoltare. La verità e che l’accanimento mediatico ad opera del Ducetto ai danni di Fini è stato un successo sotto tutti i punti di vista. Pensare che l’unico scopo dell’operazione fosse quello di mettere Fini fuori gioco è da ingenui.
Questo tipo di operazioni dovrebbero essere inquadrate sotto l’ottica del terrorismo più insulso. Il solito metodo che conoscono anche i muri: colpirne uno per educarne cento. Sono servite delle vittime, ora chiunque si mettesse in testa di ostacolare le cricche che fanno riferimento al Ducetto di Arcore, sa a cosa andrà incontro. Siano essi colleghi di partito, alleati, oppositori, giudici, giornalisti o puttanelle qualunque, la cura rimarrà la medesima: vagonate di merda. Ma non bastava il massacro di Dino Boffo? No, perché Boffo era una preda fin troppo facile, bisognava testare la frusta anche su pellacce più dure. Montanelli diceva che temeva più i premi del Cavaliere, se fosse ancora vivo dovrebbe ricredersi visto che anche le punizioni non sono affatto male.
Ma c’è dell’altro. Il terrorismo unito al controllo sui media fa miracoli! Permette di pilotare il consenso elettorale, in maniera di gran lunga più efficace di un programma politico o di una bella faccia. Il terrorismo con le bombe è l’ultima spiaggia, ci sono metodi più sottili. Un esempio eloquente ci arriva dal governo in carica. Quando invitano ad abbassare toni vestendo i panni fasulli delle vittime, mentre allo stesso tempo si adoperano per esasperare la tensione nella popolazione, la quale è stata volutamente modellata, inquadrata e semplificata in bianco e nero. Berlusconiana ed anti-berlusconiana (Feltri docet). Con la differenza che il dissenso sui media viene sistematicamente insultato e la sua voce repressa. Lo scopo è evidente, in questo clima una deriva violenta degli oppositori non solo è probabile, è matematica. Per il regime berlusconiano una rivolta violenta sarebbe come la manna dal cielo. Il potere nella violenza ci ha sempre sguazzato, non cerca altro.
Segnalazioni:
Carissimi extracomunitari,
ci rivolgiamo a Voi. Ma non a tutti s’intende, solo a quelli che ogni giorno ci danno una mano a tirare avanti la baracca. Ci rivolgiamo a quelli che cagano per le strade, scippano le vecchiette, e stuprano le fanciulle padane, per intenderci. Un grazie davvero sentito, senza di Voi dove trovavamo un 10% di elettori disposti a votare dei goffi ignurantoni come i Legaioli?! Lo sappiamo, siete ancora pochi, troppo pochi, tuttavia noi abbiamo sempre fatto di tutto perché vi possiate moltiplicare. Già da un po’ di tempo stiamo pazientemente lavorando i fianchi a quegli sfigati dei Vostri “colleghi”, che invece hanno optato per il lavoro e l’integrazione. Poveri scemi, ma sono effettivamente un po’ troppi e c’è il rischio concreto che il popolo padano si accorga che ci sono anche loro e ci mandi tutti quanti a cagare. Ma non è il caso di disperare, vedrete che presto molti di questi “colleghi”, esasperati, passeranno dalla Vostra parte. Vedete, Voi siete la nostra garanzia di potere. Noi dei padani pacifici e felici non sappiamo che farcene, Vi esortiamo perciò a continuare la vostra opera di terrorismo. In cambio noi della Lega Vi garantiremo sempre più spazi. Da trasformare in porcili.
Con affetto,
la Bega Nord
(foto dalla prima pagina de Il Fatto Quotidiano del 4 settembre 2010)
Colui che ha inaugurato lo sport nazionale dell’ “attacco alla magistratura”, ma solo contro quella con la schiena dritta.
Colui che assolveva Giulio Andreotti da Bruno Vespa, mentre insultava il Pm Gian Carlo Caselli reo di andare nelle università italiane a raccontare la verità: Andreotti riconosciuto reo di “concreta collaborazione” con esponenti di spicco di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980, reato commesso ma prescritto, sentenza d’Appello poi confermata in Cassazione (vedi il primo video qui sopra).
Colui che suggeriva al ministro dell’interno Maroni di “massacrare gli studenti [...] e soprattutto i docenti [...] non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì!” (che volesse evocare il fantasma di Giorgiana Masi?).
Colui che sprezzante definì Rosario Livatino come “il giudice ragazzino”, dopo che Livatino scoprì dei legami mafia-massoneria. Il magistrato venne poi assassinato dalla mafia nel 1990.
Quello del “tonno Palamara” (vedi il secondo video qui sopra).
E, non ultimo, il padre spirituale degli sgarbi, dei ferrara, e di tutti i devastatori all’ultimo grido del piccolo schermo.
Questo e molto altro. Non mancano gli episodi per cui ci toccherà ricordare il nostro presidente emerito Francesco Cossiga.
La piazza della memoria è riuscita finalmente a cacciare i rappresentanti del governo piduista. Quella piazza non ha dimenticato che il capo del governo era tesserato alla Loggia Massonica Propaganda 2 di Licio Gelli, condannato a 10 anni per “Calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna”. I sudditi del Cavaliere si sono stancati di andarci per prendere solo fischi, forse volevano anche verdure e uova marcie. Napolitano invita il paese all’unità ed alla coesione. Io credo invece che ci sia bisogno di disivioni nette, ma non destra e sinistra o altre stronzate simili. Occorrebbe solo distinguere gli oppressori dagli oppressi.
Nel dopoguerra l’Italia inaugura la prima repubblica come lo speciale zerbino degli Stati Uniti. Un paese a sovranità limitata, pazientemente costruito sulle stragi. Con la complicità dei vari omuncoli in combutta con la CIA, insediati nelle istituzioni e nei governi italiani. La giostra dei fenomeni con gobba, cappuccio nero, fascisti frustrati, 007 depressi e mafiosetti impotenti. Ma bisogna riconoscerlo, solo dei fenomeni ti ricostruiscono un paese a forza di bombe nelle piazze.
Ci hanno detto che dovremmo ringraziare gli Stati Uniti per aver salvato l’Italia dal pericolo comunista, e di accettare le verità dello scodinzolini. Mi chiedo perché limitarsi a ciò. Perché non ringraziarli anche per lo spettacolo di fuochi artificiali, da Portella della Ginestra fino alla Stazione di Bologna, passando per Piazza Fontana e tutto il resto. Già che ci siamo.
La prima repubblica venne così traghettata nella seconda, i cui solidi pilastri poggiano sui cadaveri di Falcone, Borsellino, e sulle stragi terroristico-mafiose del ’92-’93…
Prima o poi qualcuno si prenderà la briga di riscrivere la vera storia d’Italia in versione ufficiale. Magari nel 2110, quando saranno tutti morti e sepolti. Tuttavia, per chi non avesse voglia di crepare col dubbio, può sempre informarsi sui libri. Certi libri. Anche se non in versione ufficiale, la vera storia d’Italia è stata già scritta.
Libri consigliati:
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Assolti i responsabili del massacro di Stato avvenuto alla Diaz durante il G8 di Genova. Una sentenza che è l’ennesima dimostrazione della sostanziale continuità concettuale con la storia italiana del dopoguerra. Lo Stato non punisce le stragi di Stato, per il semplice fatto che lo Stato non può punire se stesso.
Diamo allora un’occhiata all’Art. 1 dei principi fondamentali della Costituzione Italiana:
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Non tornano i conti è evidente. Suggerisco perciò di apportare un piccola modifica all’articolo in questione, poi magari anche agli altri in cascata:
L’Italia è una Repubblica pseudo-democratica, fondata sulla violenza, la paura, il terrorismo e il controllo globale dei mass-media.
La sovranità appartiene alla Massoneria, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
(foto MicroMega)
Terrorismo nero e terrosimo rosso sono stati due fenomeni profondamente diversi. Entrambi sono però accomunati dal fatto di aver finito per favorire lo stesso soggetto: l’Establishment. Per quanto riguarda i neri si trattava in qualche modo di un obbiettivo dichiarato. Per quanto riguarda i rossi invece si è trattato di uno svarione colossale, l’Establishment era il loro nemico dichiarato.
La Dc è sempre uscita rafforzata dagli attacchi delle Brigate Rosse, in particolare dopo l’omicidio Moro. La Dc è crollata solo grazie all’indagine giudiziaria contro la corruzione, nota come Mani Pulite. La P2 invece c’è ancora.
(photo by Jeremy Farmer Photog)
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