Mitrokhin, frustrazione e prolungamento del pisello
La commissione parlamentare sul Dossier Mitrokhin, la quale si prefiggeva di dimostrare ipotetici collegamenti fra il KGB e uomini della sinistra italiana (Prodi e Pecoraro Scanio), si è conclusa in una bolla di sapone e nell’imbarazzo generale. Mario Scaramella, consulente principale della commissione, è stato condannato “(con un patteggiamento) a quattro anni di carcere per concorso in importazione, detenzione e porto di munizionamento da guerra, esplosivo e armi, e per il quello che riguarda il reato di calunnia” (fonte Wikipedia). Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia e presidente della commissione Mitrokhin, invece non molla. Continua a sostenere le sue tesi di intrecci col KGB dal suo blog “Rivoluzione Italiana“. Ha già annunciato un suo libro sensazionale che rivelerà finalmente le verità sul Dossier Mitrokhin. Mentre il mondo intero attende trepidante di conoscere queste verità sconvolgenti, il nostro lancia la sfida a Marco Travaglio per un confronto pubblico sulla questione ad armi pari. Una sfida che sembra già avere i connotati del prolungamento del pisello.
Ora Paolo Guzzanti ha beccato in flagrante la figlia Sabina mentre lo difende (Sabina ha dato ragione al padre definendo le dichiarazioni di Sandro Orlando, intervistato da Piero Ricca a proposito della Commissione Mitrokhin, come delle “minchiate”). Se Sabina da ragione al padre, vuol dire che da torto a Travaglio. Così il nostro senatore, noto castratore di canguri, coglie la palla balzo ed esplode nel delirio: “crisi di Travaglio e travaglismo, ovvero il braccio armato del dipietrismo” (LOL!). Rilancia infine la sua sfida macho. È una comica irresistibile.
Mi auguro che nessuno accolga la sfida, è più divertente vedere questo tipo frustrato senza pace, che non se la può prendere.
Gli interventi che avrebbero scaldato Paolo Guzzanti:
- Marco Travaglio, Annozero del 15 novembre 2007.
- Sandro Orlando, intervista di Piero Ricca.




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