Solidarietà a Belpietro, Feltri, Sallusti, Porro, ecc.
Vorrei esprimere la mia solidarietà a quei giornalisti liberi di fare la politica della Sua politica. Insomma ragazzi, non crediate che sia cosa facile. Ogni volta che si apprestano a scrivere un pezzo devono ripassarsi l’elenco degli ultimi rilasci propagandistici del padrone, e porsi la domanda: piacerà a Lui? Verrà contato per una eventuale promozione? Allora nel dubbio occorre costantemente migliorare la sliguazzata. È una corsa selvaggia a chi da il lecco più profondo e sottile. La concorrenza si sa è micidiale, ti distrai un attimo ed eccoti declassato come inviato speciale del Tg4. Paga bene ma non è facile. Provate voi a commentare su Gasparri, Bondi e Carfagna, e rimanere seri. O a parlare del Berlusca che si è deciso a cacciare corrotti e farabutti dal suo partito, senza rischiare di crepare dalle risate.
Ma nonostante questa condizione di lavoro a dir poco disumana, poi devono anche sorbirsi i cosiddetti “radical chic”. Ma come, si chiedono, noi ci facciamo un culo tanto a lustrare il capo a puntino occultando ogni sorta di nefandezza (non esattamente un lavoro da pivelli), e questi senza fare il minimo sforzo intellettuale si permettono di spiaccicarti la verità, rischiando ogni volta di mandare a culo mesi di duro lavoro.
Perciò ribadisco: solidarietà a tutti i belpietri, i feltri, i sallusti, i porri, ecc.


