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Sunday, May 16th, 2010

Solidarietà a Belpietro, Feltri, Sallusti, Porro, ecc.

Vorrei esprimere la mia solidarietà a quei giornalisti liberi di fare la politica della Sua politica. Insomma ragazzi, non crediate che sia cosa facile. Ogni volta che si apprestano a scrivere un pezzo devono ripassarsi l’elenco degli ultimi rilasci propagandistici del padrone, e porsi la domanda: piacerà a Lui? Verrà contato per una eventuale promozione? Allora nel dubbio occorre costantemente migliorare la sliguazzata. È una corsa selvaggia a chi da il lecco più profondo e sottile. La concorrenza si sa è micidiale, ti distrai un attimo ed eccoti declassato come inviato speciale del Tg4. Paga bene ma non è facile. Provate voi a commentare su Gasparri, Bondi e Carfagna, e rimanere seri. O a parlare del Berlusca che si è deciso a cacciare corrotti e farabutti dal suo partito, senza rischiare di crepare dalle risate.

Ma nonostante questa condizione di lavoro a dir poco disumana, poi devono anche sorbirsi i cosiddetti “radical chic”. Ma come, si chiedono, noi ci facciamo un culo tanto a lustrare il capo a puntino occultando ogni sorta di nefandezza (non esattamente un lavoro da pivelli), e questi senza fare il minimo sforzo intellettuale si permettono di spiaccicarti la verità, rischiando ogni volta di mandare a culo mesi di duro lavoro.

Perciò ribadisco: solidarietà a tutti i belpietri, i feltri, i sallusti, i porri, ecc.

Wednesday, April 28th, 2010

Quei bravi berluscazzi

The Fabulous Arcore Ducett:

“Esprimo la più convinta solidarietà a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest’oggi il Giornale gli ha mosso. La critica politica, anche più severa, non può trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire, vorrei mai vederli applicati”.

Prima manda gli sgherri col manganello, poi esprime solidarietà alla vittima. Non male, c’è già la fila dei fessi pronti a crederlo sincero. Vittorio Feltri ha una reputazione pluridecennale. Se un editore lo assume come direttore del giornale, è perché si aspetta che Feltri faccia il Feltri, o al limite di più (se lo paghi bene). Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.

Vittorio Feltri:

“Berlusconi prende le distanze, io invece rimango fermo nell’idea che le notizie o sono vere o non sono vere. [...] E quella su Fini e la ‘suocera’ che prende un milione e rotti dalla Rai, ente pubblico, è vera. Il resto conta poco. Anzi, niente”.

I fatti sono fatti (a parte qualche manipolatina), il ragionamento non fa una piega. Solo una piccola puntualizzazione: Feltri ci dovrebbe spiegare come mai quando è ora di fare le pulci mira sempre quello che mette il bastone fra ruote al suo padrone, mentre quando si tratta del suo padrone o di certi suoi “amici” è cosi solerte ad occultare e smontare (che lavoraccio, ma lo pagano bene?). Certo che se dovesse trattare Schifani e Dell’Utri come Boffo e Fini… ma in tal caso non sarebbe il cortigiano che è.

Wednesday, January 6th, 2010

Fetorio Veltri all’attacco!

Filed under: Gianfranco Fini, Informazione, Politica, Vittorio Feltri
Written by: mazapegul @ 10:58 pm

Eccovi una simpatica collezione di pensieri di Fetorio Veltri, voce del più grande comitato elettorale esistente nell’universo.

Chissà chi sa chi sei:

«Non so quello che succederà tra Fini e Berlusconi nel corso di quest’anno, poichè nessuno sa cos’abbia in testa Fini e, forse, nemmeno lui.»

L’infiltrato comunista:

«Fini? Poveraccio capisco che lui si trovi in difficoltà, dato che probabilmente ha poche idee e confuse. E le prende a prestito dalla sinistra.»

Il piacere del deretano sulla cadrega:

«[Fini] Aderì al Pdl perchè aveva paura di contarsi, chiese un ruolo istituzionale e lo ottenne divenendo presidente della Camera con una bella poltrona, un grande appartamento, camerieri, servitori: capite, per uno che non ha mai lavorato avere tutto quel po’ po’ di roba. Poi, una volta abituato agli agi si è accorto di non avere più un partito in cui comandare, perchè in quello nel quale era confluito uno che comandava c’era e c’è già: Silvio Berlusconi [Dio, n.d.r.].»

Faccia da politico!:

«Il mio pensiero non è il pensiero del PdL: io non faccio politica, la faccia piuttosto Cicchitto che mi sembra pure abbia la faccia giusta per farla.»

La donna non accertata:

«Adesso hanno candidato una amica di Fini, Renata Polverini. Tutti i giornali di sinistra la appoggiano, ha un tale di nome Claudio Velardi, amico di D’Alema che gli fa la campagna elettorale, non si capisce più niente. Praticamente, in questo modo se prima nel Pdl c’era un’ala destra, ora c’è un’ala sinistra . Su di lei ho avuto anche una polemica con Daniela Santanchè: lei dice che è una donna e va incoraggiata. Io non mi ero accorto che fosse una donna, per questo non sono stato Cavaliere.»

Nostalgia lassativa. In risposta alla boccetta di valium regalatagli a Natale da Fini, Fetorio risponde con una cassa di buon vino e la seguente dedica:

«Ecco una cassa di prestigioso vino italiano dal sapore più gradevole del valium, e dell’olio di ricino di cui e’ stato grande estimatore»

(citazioni da Repubblica.it)

Se non fosse così sovrumanamente menzognero, gran servo e scherano dell’Unto del Signore, Fetorio potrebbe anche essere simpatico. Ma per Fini non mi dispiace nemmeno un po’. Non è che uno può passare 15 anni a fare il berlusconian gioioso in poltrona (e non entro nel merito degli anni precedenti), per poi riscoprirsi improvvisamente come il supremo alfiere della democrazia.

Saturday, October 3rd, 2009

Lettera all’onorevole Bocchino

Onorevole Italo Bocchino, lei si è indignato per l’appellativo “mafioso”, rivolto dall’onorevole Francesco Barbato al Presidente del Consiglio. Passi l’”escortiere”, che fa anche un po’ figo, ma “mafioso” è una parola grossa. Però il fatto che l’ideologo di Forza Italia Marcello Dell’Utri ha avuto una condanna in primo grado di 9 anni per mafia, più una definitiva per false fatture e frode fiscale, di certo non aiuta, non crede? Anche il compianto “stalliere di Arcore” Vittorio Mangano, ora promosso eroe, non aiuta granchè. Lo “scudo fiscale” appena approvato invece aiuta, quel genere di “eroi” s’intende.

Le cito inoltre un passaggio dall’house organ del Premier firmato Feltri, a proposito del suo compagno Gianfranco Fini: “… [Fini] ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E’ sufficiente – per dire – ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme” (fonte Repubblica.it). Non le ricorda un po’ quelle belle minacce in stile mafioso?

Onorevole Bocchino, un po’ di dignità…

Monday, September 14th, 2009

Lo sporco lavoro di Fetorio Veltri

Che lavoro umiliante quello di Fetorio Veltri. Però non è un lavoro difficile. Cosa ci vuole a sputtanare falsi moralisti pseudo-berlusconiani come Boffo? Oppure uno come Fini che talvolta alza cresta ma poi è sempre tornato all’ovile piegato a 90 gradi? Questa è la missione di Fetorio, il noto squadrista al soldo dall’Unto dal Signore: sommergere di merda i servi che fanno i capricci, colpirne un paio per educarne cento.

Il direttore dell’house organ berlusconiano, che è anche ambizioso, non risparmia bordate di merda nemmeno a quel poco di opposizione politica e di stampa indipendente rimasta libera dall’influenza del Cavaliere. Bordate che tuttavia non rivelano molto acume. Gli attacchi del Fetorio a Di Pietro, La Repubblica, L’Unità o Il Fatto Quotidiano (il nuovo giornale di Padellaro, che fra l’altro non è ancora uscito), alla fine si rivelano come benedizioni per i destinatari. Fetorio fatti furbo, elargisci sinceri complimenti a Il Fatto Quotidiano, e vedrai che verranno annullati abbonamenti in massa!

Un po’ come succede con il Cavaliere stesso, se c’era ancora qualcuno che non era convinto della fondatezza delle indagini in corso sulla trattativa Mafia-Stato, trattativa che diede il battesimo alla Seconda Repubblica, arrivano puntuali gli attacchi del Cavaliere alla Magistratura a chiarire le idee.

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