Tuesday, August 31st, 2010

Clamoroso! Sembra che il paese non sia il riflesso di Raiset!

Povero Dell’Utri, il tutto per un po’ di mafia, uno stalliere, qualche bombetta… Se finisce in carcere si tira giù il Ducetto con tutta la baracca e i burattini. Lo ha gia detto che lui, al contrario dell’eroe Mangano, con riuscirebbe a stare zitto.

Saturday, October 3rd, 2009

Lettera all’onorevole Bocchino

Onorevole Italo Bocchino, lei si è indignato per l’appellativo “mafioso”, rivolto dall’onorevole Francesco Barbato al Presidente del Consiglio. Passi l’”escortiere”, che fa anche un po’ figo, ma “mafioso” è una parola grossa. Però il fatto che l’ideologo di Forza Italia Marcello Dell’Utri ha avuto una condanna in primo grado di 9 anni per mafia, più una definitiva per false fatture e frode fiscale, di certo non aiuta, non crede? Anche il compianto “stalliere di Arcore” Vittorio Mangano, ora promosso eroe, non aiuta granchè. Lo “scudo fiscale” appena approvato invece aiuta, quel genere di “eroi” s’intende.

Le cito inoltre un passaggio dall’house organ del Premier firmato Feltri, a proposito del suo compagno Gianfranco Fini: “… [Fini] ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E’ sufficiente – per dire – ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme” (fonte Repubblica.it). Non le ricorda un po’ quelle belle minacce in stile mafioso?

Onorevole Bocchino, un po’ di dignità…

Monday, March 30th, 2009

Fini, il coraggio di un uomo

Palermo 30 marzo 2009, Gianfranco Fini parla agli studenti: “La mafia è una dittatura, può togliere la vita, la libertà, e può cancellare la dignità delle persone e dei popoli. Come si fa contro le dittature, bisogna ribellarsi contro la mafia [...] Se non vogliamo che ci siano legami con la mafia, chi rappresenta il popolo, la politica, deve garantire trasparenza e la forza dell’esempio e del comportamento” (fonte Repuppblica.it)

Una tempistica proverbiale! Fini ha aspettato di confluire nel partito di Marcello dell’Utri, e degli eroi alla Vittorio Mangano, prima di pronunciare queste belle parole. Che uomo!

Post precedenti:

Thursday, April 10th, 2008

Nel caso qualcuno non l’avesse ancora capita

strage via d'amelio

Marcello Dell’Utri:

“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo è morto per causa mia. Era malato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. A modo suo è un eroe”. (www.repubblica.it)

Segue il commento di Silvio Berlusconi:

«Sono d’accordo con lui [Dell'Utri, ndr.]», perché quando era in carcere ed era malato «i Pm gli dicevano che se avesse detto qualcosa su Berlusconi sarebbe andato a casa» e lui, invece «eroicamente non inventò mai nulla su di me». (www.corriere.it)

Vittorio Mangano, l’”eroe” in questione, era un noto boss mafioso con varie condanne sulle spalle – di cui una al carcere a vita – per i seguenti reati: traffico di stupefacenti, estorsione e duplice omicidio (niente meno!). Ora, viste le ultime dichiarazioni della romantica coppia di cui sopra, tutti quegli italiani a cui sta a cuore la prosperità ed il vigore delle mafie non avranno più alcun dubbio su chi votare.

Video: Le Fantastiche avventure di Marcello Dell’Utri… e Mangano

(foto: strage di Via D’Amelio, www.ilsole24ore.com)

Saturday, March 29th, 2008

With a little help from a friend

falcone.jpg

Estratto dal libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento“, di Lirio Abbate e Peter Gomez, capitolo 9:

[...] Sono gli anni dei sequestri di persona (metà anni ’70, ndr.). L’Anonima sequestri, capitanata a Milano dal corleonese Luciano Liggio, mette a segno rapimenti su rapimenti. Avere in casa un uomo come Mangano (Noto criminale legato a Cosa Nostra, assunto da Berlusconi come stalliere, in seguito condannato all’ergastolo per omicidio, ndr.), abile col fucile e con le conoscenze giuste, è per tutti una garanzia di sicurezza. Come ulteriore assicurazione Berlusconi fa consegnare periodicamente a Cosa Nostra anche delle somme in denaro. Soldi che, secondo il tribunale, mettono tutto il gruppo imprenditoriale del futuro presidente del Consiglio al riparo dal rischio mafia.

I versamenti vanno avanti per quasi due decenni. Quando Mangano finisce in prigione il denaro passa per le mani di altri uomini d’onore: prima della famiglia di Villagrazia, quella a cui era affiliato Stefano Bontade, e poi di quella di Malaspina, il clan nel cuore di Provenzano. A fare da tramite, dice la sentenza, è quasi sempre Tanino Cinà, l’amico tintore di Dell’Utri.

La trafila dei soldi targati Biscione che, una volta arrivati nelle mani di Riina, sono suddivisi tra le varie cosche, non è ricostruita solo da una decina di pentiti. Di quel denaro parla anche un documento eccezionale: le agende sequestrate agli uomini d’onore del quartiere palermitano si San Lorenzo, in cui i mafiosi segnavano le entrate riguardanti la loro famiglia. In quelle pagine, in corrispondenza della voce «Can. 5 n. 8», si legge: «990 regalo 5.000». Traduzione del collaboratore di giustizia Giovan Battista Ferrante: dalla Fininvest nel 1990 sono arrivati, non come tangente ma come «regalo» (questa dicitura compare solo per il gruppo Berlusconi, e non per le altre imprese citate negli appunti), cinque milioni di lire. A partire da 1988, spiega Ferrante, le banconote giungevano a Palermo ogni sei mesi e finivano anche nelle casse del clan San Lorenzo perché in quel territorio sono collocate le antenne e la sede delle emittenti televisive del Cavaliere.

(Foto www.tuttocasarano.it)

Powered by WordPress