Franceschini fuori tempo massimo
Dario Franceschini, neo segretario nazionale del PD:”[Berlusconi] ha in mente un paese in cui il potere viene sempre più tacitamente concentrato nelle mani di una sola persona. Questo è contro la Costituzione a cui lui ha giurato fedeltà“. (fonte Repubblica.it)
Massimo D’Alema, 29 settembre 2008: “Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica della Stato perché ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il Paese“. (fonte Micromega)
Franceschini fa finta di dimenticare di essere nello stesso partito dei D’Alema, ed “alza i toni” fuori tempo massimo. Il PD si è rivelato essere il miglior alleato del partito azienda. Ha perso talmente tanti consensi da far sembrare che Berlusconi li abbia aumentati. Ha assecondato il PdL nella lotta contro il vero nemico di entrambi: l’Italia dei Valori. Veltroni che bacchetta Di Pietro – colpevole di aver organizzato una manifestazione pacifica, e riuscita, contro il regime – dalle televisioni del Cavaliere, ci da la misura dell’imbarazzo di un partito nato morto.
la disfatta definitiva del PD arriverà alle Amministrative 2009. Poco dopo Berlusconi farà la fine Ceauşescu.
Post precedenti:
- La resistibile ascesa del Cavaliere
- Le acute analisi del Baffino
- Partito Democratico, che tristezza!
- Un chiarimento politico
- La messa in scena di Latorre
- Manifestazione Circo Massimo, quella gente meriterebbe di meglio
- Non sempre le cose sono come sembrano
- Per Veltroni il problema è diventato Di Pietro
(photo by segnaleorario)








Berlusconi ha vinto per vari motivi. Da un lato perché controlla, direttamente o indirettamente, l’informazione che conta. Ha avuto la possibilità di sparare balle su balle per denigrare gli avversari e farsi bello senza nessun contradditorio, sia nelle tv sue che in quelle di stato. Il popolo è popolo, si sa, è fesso per definizione. Non esattamente perché lo sono i singoli individui, ma perché lo è statisticamente come massa. Semplifico per rendere il concetto: se per vincere le elezioni è sufficiente smuovere un 4% di elettori “indecisi” (che diventeranno 8% di differenza), è evidente come diventi relativamente semplice ottenere una vittoria nelle attuali condizioni di regime mediatico. Questo può accadere in Italia così come in Germania, Francia, Stati Uniti, ecc. Le regole democratiche sull’antitrust ed il conflitto d’interessi non sono state inventate per rompere i coglioni, ma per rendere possibile un regime democratico. È ridicolo che nelle condizioni attuali il Pd salti fuori due giorni prima delle elezioni a denunciare le violazioni sulla par condicio. Come se a Berlusconi, una volta che ha vinto, gliene fregasse qualcosa.

