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Sunday, February 22nd, 2009

Franceschini fuori tempo massimo

franceschini.jpgDario Franceschini, neo segretario nazionale del PD:”[Berlusconi] ha in mente un paese in cui il potere viene sempre più tacitamente concentrato nelle mani di una sola persona. Questo è contro la Costituzione a cui lui ha giurato fedeltà“. (fonte Repubblica.it)

Massimo D’Alema, 29 settembre 2008: “Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica della Stato perché ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il Paese“. (fonte Micromega)

Franceschini fa finta di dimenticare di essere nello stesso partito dei D’Alema, ed “alza i toni” fuori tempo massimo. Il PD si è rivelato essere il miglior alleato del partito azienda. Ha perso talmente tanti consensi da far sembrare che Berlusconi li abbia aumentati. Ha assecondato il PdL nella lotta contro il vero nemico di entrambi: l’Italia dei Valori. Veltroni che bacchetta Di Pietro – colpevole di aver organizzato una manifestazione pacifica, e riuscita, contro il regime – dalle televisioni del Cavaliere, ci da la misura dell’imbarazzo di un partito nato morto.

la disfatta definitiva del PD arriverà alle Amministrative 2009. Poco dopo Berlusconi farà la fine Ceauşescu.

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(photo by segnaleorario)

Wednesday, December 10th, 2008

Partito Democratico, che tristezza!

veltrofino.jpgFini invita l’opposizione al dialogo per la riforma sulla giustizia, Veltroni si dice interessato.

Ecco puntuale Veltroni che, nonostante le continue bastonate del Belrusca di ispirazione liciogelliana (persino sulla questione morale!), abbocca in men che non si dica alla prima carotina offerta. E’ il solito copione, un messaggio chiaro all’elettorato di centro-sinistra: “Andate con Di Pietro, noi non esistiamo più”. Ci si chiede tuttavia per quanto è destinato a durare questo spettacolo, dal momento che è particolarmente pietoso.

Ma come cazzo si fa a riformare la giustizia con un presidente del consiglio pluri-inquisito e pluri-prescritto. Uno che negli ultimi 15 anni ha inaurato una guerra personale eversiva contro la magistratura, ma non contro tutta si badi bene, solo contro quella piu’ sana e indipendente, si guarda bene dallo scomodare quella corrotta (il perché potremo farcelo spiegare da Previti). Uno che vanta amici eccellenti come Dell’Utri (co-fondatore di Forza Italia) che riversa in condizioni giudiziarie ancora più vergognose. Uno che vuole subordinare il potere giudiziario al potere esecutivo, un piccolo incentivo per l’ulteriore proliferazione di mafia e corruzione. Oltretutto la corruzione sistemica dilagante e impunita ha già messo in ginocchio l’economia della nazione. Non si capisce quale sarà il prossimo obbiettivo.

Questi dirigenti Pd “nati sotto ai cavoli”, invece di combattere a testa bassa contro l’ennesimo esecutivo vergogna berlusconiano, sono ancora li che abboccano alle “offerte” di dialogo. Non sembrano neanche più in grado di intendere e di volere. A meno di improbabili colpi reni, Veltroni non sopravviverà alle Europee 2009, sempre ammesso che ci arrivi. Il problema per il Pd è che quelli che ambiscono al trono sono anche peggio. Che tristezza.

(photo by PDCastenaso)

Wednesday, September 17th, 2008

Il dialogo va a puttane, che sia la volta buona?

pinkandblackpig.jpgBerlusca bacchetta Veltroni e minaccia di chiudere il dialogo con l’opposizione. È evidente che la testa bitumata vorrebbe un Veltroni ancora più sottomesso. Dall’altro lato, l’elettorato più intransigente che male gradisce la non opposizione del PD di Veltroni, in continua espansione, è costretto a ripiegare su Di Pietro o a disertare il voto. Ora arriva la ciliegina sulla torta: dai sondaggi risulta che il consenso popolare del Cavaliere è addirittura in aumento, mentre il PD è in calo. Con una informazione “militarmente occupata” dal Cavaliere mi meraviglierei del contrario.

C’è tuttavia un lato positivo. Mi auguro davvero che la lunga stagione del dialogo sia giunta al capolinea e che, continuando di questo passo, la nullità di Veltroni verrà scalzata via prima di festeggiare il primo compleanno del PD.

(photo by Matthieu :: giik.net/blog)

Friday, July 25th, 2008

“Un atto dovuto”

rabbit.jpgNapolitano firma il Lodo Schif-Alfano, una legge macroscopicamente incostituzionale.  Secondo Veltroni é stato “un atto dovuto“, anche se “una materia di questa delicatezza, la maggioranza avrebbe fatto bene ad affrontarla con una legge costituzionale e non con un provvedimento ordinario fatto approvare in maniera tanto frettolosa da apparire autoritaria” (fonte Repubblica.it). Ma va?? Chissa perchè tutta quella fretta!

Caro Veltroni, l’Unto dal Signore ha capito la tua debolezza, hai paura dello scontro diretto. Hai paura che possa fare male al paese. Ma intanto lasci che il volgare dittatorello con testa bitumata trasformi il paese a sua immagine e somiglianza. Lui sa che in fondo tu non vedi l’ora di riallacciare il dialogo, per il bene del paese. Ma intanto spara dalle sue 5 reti unificate che le politiche di sinistra le fa lui, senza bisogno del tuo aiuto. Magari riuscirà a portarti via un bel po’ di voti, e te lo sarai pure meritato.

Caro Veltroni, perché non ti dimetti?

(photo by peterastn)

Wednesday, July 9th, 2008

Per Veltroni il problema è diventato Di Pietro

veltrix.jpgWalter Veltroni: “[Di Pietro] Deve decidere con chi stare. Prenda pubblicamente questo impegno: se stare con Grillo o tornare nel recinto razionale e riformista. Se stare con chi insulta il capo dello Stato o meno. Prenda una decisione perché la contraddizione è la sua“. (fonte Repubblica.it)

È ancora il Cavaliere la vera emergenza anti-democratica, ma Veltroni non trova niente di meglio che prendersela con Di Pietro, l’unico che fa vera opposizione allo scempio del governo. Veltroni deve essersi reso conto che l’Italia Dei Valori sta portando via i voti al Pd. Per il leader del Pd il problema è diventato perciò Di Pietro, il Cavaliere è passato in secondo piano. Lui non pensa di recuperare i voti dando vera battaglia al mafioso Unto dal Signore. Al contrario va a parlare nelle sue televisioni. Lui non pensa a far fuori il nemico della costituzione, pensa a far fuori il “nemico” interno.

Il Pd continua così a dare dimostrazione della propria nullità. È del tutto incapace di affrontare le emergenze del paese, sia dall’opposizione che tanto meno dal governo. È un partito inutile che va avanti per inerzia, e mi auguro che continui a perdere i consensi.

Segnalazioni:

Piazza Navona e le cose che non si possono dire, di Marco Travaglio.

Sunday, June 29th, 2008

Statisti “magnaccia”

drivein.jpgLe intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo“. Antonio Di Pietro (fonte Repubblica.it).

Di Pietro e Italia dei Valori sono praticamente rimasti l’unica forza politica che si ostina a dire la verità sul conto dello Statista Magnaccia d’Arcore. Per il Dittatorello Impunità e servitù dovrebbero esistere solo i calci nel culo, destra o sinistra a prescindere – che oltretutto sono concetti privi di senso. Ma la cosa che m’indigna maggiormente è l’ “opposizione”, la dirigenza del Partito Democratico, che sotto sotto spera ancora di ricucire il dialogo con lo statista che piazzava veline per far cadere il Governo Prodi.

Segnalazioni:

Opposizione, di Furio Colombo.
Roma, 8 luglio, manifestazione in piazza Navona. Passaparola!
Arrestateci tutti. Disobbedire per informare.

Tuesday, June 24th, 2008

Il “buco” del comune di Roma

Filed under: Politica, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni
Written by: mazapegul @ 11:25 pm

sheep_dog.jpgVeltroni: «Quello del “buco” del comune di Roma è una delle più grandi bufale mediatiche costruita per esclusivo motivo politico» (fonte Unita.it).

Mentre il Caimano è più che mai impegnato nell’opera di devastazione dei Principi Costituzionali, Veltroni, invece di attaccarlo al muro, è ancora li che pensa a difendersi dall’ennesima battuta del Premiato Bufalificio di Arcore.

Veltroni, perché non ti dimetti?

(photo by marj k)

Tuesday, June 17th, 2008

“Berlusconi ha strappato la tela”

crocosmile.jpgMentre il paese sprofonda l’Unto dal Signore ha altre priorità: la sua bottega ed i suoi problemi giudiziari. In questo modo il Grande Statista (del piffero) è riuscito a mandare a culo ogni possibilità di dialogo con l’opposizione più buonista degli ultimi 15 anni di governi. Un bello smacco per quei dirigenti del centro-sinistra che hanno contribuito a riconsegnare il paese nelle mani dell’Unto, con la stessa vergognosa situazione di conflitto d’interessi. Per Fassino la legge sul conflitto d’interessi non era una priorità, non dava più lavoro a nessuno. Infatti, è una priorità per il Puzzoso di Santità. A lui il conflitto interessa eccome, sono gli interessi del paese ad essergli del tutto secondari.

Dopo 15 anni di tentativi di dialogo per le riforme (tutti puntualmente trasformati dal Cavaliere in solenni prese per il culo), Veltroni avrebbe capito che con Berlusconi nessun dialogo è possibile. Meglio tardi che mai.

(photo by vigour)

Tuesday, April 15th, 2008

Veltroni dovrebbe dimettersi

walter_veltroni.jpgBerlusconi ha vinto per vari motivi. Da un lato perché controlla, direttamente o indirettamente, l’informazione che conta. Ha avuto la possibilità di sparare balle su balle per denigrare gli avversari e farsi bello senza nessun contradditorio, sia nelle tv sue che in quelle di stato. Il popolo è popolo, si sa, è fesso per definizione. Non esattamente perché lo sono i singoli individui, ma perché lo è statisticamente come massa. Semplifico per rendere il concetto: se per vincere le elezioni è sufficiente smuovere un 4% di elettori “indecisi” (che diventeranno 8% di differenza), è evidente come diventi relativamente semplice ottenere una vittoria nelle attuali condizioni di regime mediatico. Questo può accadere in Italia così come in Germania, Francia, Stati Uniti, ecc. Le regole democratiche sull’antitrust ed il conflitto d’interessi non sono state inventate per rompere i coglioni, ma per rendere possibile un regime democratico. È ridicolo che nelle condizioni attuali il Pd salti fuori due giorni prima delle elezioni a denunciare le violazioni sulla par condicio. Come se a Berlusconi, una volta che ha vinto, gliene fregasse qualcosa.

Berlusconi ha vinto anche perché ha avuto un avversario, Veltroni, che a malapena l’ha nominato in campagna elettorale. Figuriamoci “attaccato”. Ha fatto una campagna elettorale a bassa voce, senza prendere una posizione netta sull’anomalia italiana. Senza dichiarare apertamente guerra alla prevaricazione dell’impero Berlusconiano, che calpesta sistematicamente le regole democratiche – cosa che ha fatto Di Pietro raddoppiando il consenso. Veltroni non ha voluto dire la verità su Berlusconi e si è fatto calpestare. Questa è una colpa.

Il buonismo di sinistra all’italiana ne esce malissimo per l’ennesima volta. Veltroni ha perso le elezioni, una sconfitta cocente e largamente prevedibile. Ora dovrebbe dimettersi.

Wednesday, March 5th, 2008

Ecco come il Pd ha deciso di perdere le elezioni

losers.jpg Uno dei punti della prima stesura del programma elettorale dell’Idv di Di Pietro, citava testuale: “Limitazione della proprietà per i concessionari privati ad una Rete”. Le proteste dei berluscones non si sono certo fatte attendere: Cicchitto ha apostrofato Di Pietro come il “braccio armato di Veltroni“, Berlusconi dichiara addirittura di avere “orrore di Di Pietro“.

Questo punto sulle reti televisive era la carta giusta da giocare. Ha costretto il versante berlusconiano a scomporsi, correre sulle difensive e arrampicarsi sugli specchi. Avviando una pessima figura mediatica. Questo sarebbe stato il momento giusto per Veltroni per rincalzare la proposta di Di Pietro, necessaria per abbettere la concentrazione di potere, per un vero pluralismo dell’informazione, e per aprire nuovi spazi imprenditoriali. Ma anche per farli inalberare ulteriormente. Queste sono le battaglie vincenti, che campagna elettorale sarebbe se non si attacca ripetutamente l’avversario sulle sue contraddizioni più vergognose? La battaglia mediadica che ne sarebbe scaturita avrebbe contribuito a smascherare Berlusconi di fronte ad una parte significativa di elettorato (tifoseria a parte ovviamente). Si tratta oltretutto di una presa di posizione popolare, a giudicare dal sondaggio sui lettori di www.corriere.it, quasi il 70% dei votanti considerano giusto lasciare a Mediaset una sola rete.

Invece cos’è successo? alla prima lamentela dell’avversario politico sono già tutti rientrati nei toni pacati veltroniani. Di Pietro ha tolto il punto dal programma. Che figura, ecco come il Pd ha deciso di perdere le elezioni.

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