Sunday, September 21st, 2008

La solfa

Filed under: David Mills, Giustizia, Il vergognoso, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 10:37 pm

pierino.jpgL’Unto dal Signore rivela di aver mal digerito il fatto che, data l’assenza dei suoi avvocati per l’udienza del processo Mills, gli sia stato assegnato l’avvocato d’ufficio. È l’occasione per l’ennesimo affondo contro la magistratura:

«È impossibile essere trattato così. È qualcosa di impensabile che venga trattato così chi lavora per il Paese dalla mattina alle 7 alle 2 di notte [...] C’è chi profitta della giustizia per fare lotta politica e questo è inaccettabile.» (fonte Repubblica.it)

È da 15 anni che l’Unto di Arcore ci straccia i maroni con questi attacchi alla magistratura. Il trucchetto ormai lo conoscono anche i muri: prima attacca i magistrati con insulti di varia natura (rivolgendo particolare attenzione a quelli coinvolti nei suoi processi), oppure facendo approvare leggi inverosimili. In seguito, non appena il magistrato si permette di dire qualcosina, ecco pronta la ricusazione del giudice naturale per “reiterate manifestazioni di pensiero che appalesano una inimicizia grave“. E poi di nuovo, senza soluzione di continuità.

Qualcuno dovrebbe avvisare il Berlusca che sarebbe ora di cambiare tecnica. Dovrebbe passare a roba più consona alla sua natura, tipo il palloncino che scoreggia sotto al culo del magistrato antipatico, oppure il preservativo nel panino. Chi non “appaleserebbe grave inimicizia” dopo scherzetti del genere, magari diffusi dal Tg4? La ricusazione avrebbe successo garantito.

Le Scale e Gli Accordi – Fondamenti di Armonia

Filed under: Libri, Musica
Written by: mazapegul @ 5:25 pm

fndarm2.jpg fndarm3.jpg

Ho scritto questo libro qualche anno fa, in italiano. Nel testo vengono esaminate le scale e gli accordi, i fondamenti dell’armonia tonale, e le diteggiature per chitarra. Contiene inoltre vari approfondimenti sulle relazioni fra l’armonia nella musica occidentale e la fisica acustica, una materia che normalmente non viene trattata nei testi di armonia prettamente musicali. Il libro è gratuito, scarica il pdf (3.2 Mb). Commenti, considerazioni o critiche, fanno sempre piacere, non dimenticarti di mandarmi le tue. Buono studio.

Copyright © 2006 Paolo Guiducci.
Se sei interessato alla pubblicazione contattami.

Friday, September 19th, 2008

De delictis gravioribus

silence_of_the_sheep.jpgDe delictis gravioribus” è una lettera ufficiale del Vaticano, inviata il 18 maggio 2001 ai Vescovi di tutta la Chiesa cattolica. Firmata, fra gli altri, da Joseph card. Ratzinger. Oggetto della lettera sono le disposizioni della Chiesa cattolica circa “i delitti più gravi commessi contro la morale e nella celebrazione dei sacramenti“. Il documento è pubblico e lo si può consultare anche dal sito degli “Amici di Joseph Ratzinger”.

Nell’elenco dei delitti più gravi, considerati “riservati alla Congregazione per la dottrina della fede“, spicca in particolare quello contro la morale: “Il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo [non commettere atti impuri, nda] commesso da un chierico con un minore al sotto dei 18 anni di età“. Reato altrimenti noto come stupro di minore. Questo è il primo punto interessante della lettera, la Chiesa ufficiale inquadra tale delitto come contro la morale, non contro la persona. La conseguente devastazione psicologica in cui la vittima si ritrova, e con cui dovrà fare i conti per tutta la sua vita, sembra un fatto secondario. Mah, devo avere male interpretato…

Il punto più interessante riguarda tuttavia la disposizione di segretezza in relazione a questi delitti. Cito testuale: “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio“. Il documento sembra parlare chiaro, un prete che dovesse venire a conoscenza di abusi su minori commessi da un collega, lo deve comunicare al Vescovo di competenza e mantenere il segreto. Altro che denunciarlo alla questura! Un po’ come avviene con il segreto confessionale. Tutto ciò è quantomeno imbarazzante, sia per la Chiesa che per il firmatario del documento, in seguito eletto Papa. Al punto che Mons. Fisichella, nella trasmissione televisiva Annozero, cercò di tranquillizzare il pubblico sostenendo grosso modo che il documento riguardava solo l’ordinamento interno della Chiesa, non c’era il divieto di denunciare il delitto alle autorità legali, che è anzi un preciso dovere. Una interpretazione piuttosto virtuosa, peccato che la quasi totalità dei chierici ci siano cascati, hanno tenuto il segreto per davvero! Molti reati sono stati così occultati ed i carnefici severamente puniti col trasferimento, permettendo loro di mietere altre giovani vittime in altre parrocchie.

Quei miscredenti della Corte distrettuale della contea di Harris (Texas), iscrissero Joseph Ratzinger nel registro degli indagati, nell’ambito dei processi in corso per molestie sessuali su minori, proprio a causa delle disposizioni di riservatezza contenute nella lettera. Solo che il nostro nel frattempo ha fatto carriera, diventando Papa si è guadagnato l’immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano. Mi viene in mente quell’altro furbetto, quello di Arcore. Solo che Ratzi è più furbo, lui è in carica a vita.

Segnalazioni:

Video: Crimini sessuali e il Vaticano
Video: Outing Civile – Preti Pedofili

(photo by Lightmash)

Thursday, September 18th, 2008

Richard Wright (1943-2008)

Filed under: Musica, Pink Floyd, Richard Wright
Written by: mazapegul @ 9:45 pm

richard-wright.jpgIl 15 settembre 2008 muore Richard William Wright, membro fondatore storico dei Pink Floyd. Nonostante il suo nome sia meno noto dei più celebri Waters e Gilmour, il tastierista è stato in realtà il maggiore responsabile della “magia” del suono Pink Floyd negli anni d’oro, dopo la dipartita di Syd Barrett. Stiamo parlando degli anni 1968-1971.

Non esistono virtuosismi nella tecnica strumentale di Wright in quegli anni, esiste un grande gusto per le atmosfere ed i colori del suono. Per quanto riguarda molti aspetti del suo stile, Wright è stato un pioniere. Fu infatti uno dei primi tastieristi a sperimentare con ogni sorta di effetti per la modulazione del suono, applicati alle tastiere: tremolo, vibrato, echi, wah-wah, Leslie, etc. Spesso lo si vedeva suonare solo con la mano destra, mentre la mano sinistra era costantemente impegnata a modulare e a “colorare” il suono.

Wright, musicista rock, era affascinato dal jazz e dalla musica contemporanea di compositori quali Cage e Stockhausen. Fu lui anche il maggior sostenitore del progetto Ummagumma (1969), il vero grande capolavoro del gruppo. Il brano Sysyphus, composto interamente da Wright e pubblicato nel doppio album Ummagumma, rimane uno dei più fulgidi esperimenti musicali mai pubblicati in ambito rock. Lo stile di Wright, ed in generale il suono Pink Floyd di quel periodo, finì per influenzare in modo decisivo diversi artisti adepti al rock più sperimentale, fra i quali: Tangerine Dream, Popol Vuh, Klaus Schulze.

Anche se il suo contributo artistico non si è mantenuto ai livelli di eccellenza di quegli anni, si possono tuttavia trovare pregevoli interventi strumentali anche in The Dark Side Of The Moon (1973), Wish You Were Here (1975) ed Animals (1977).

La magia delle sue esecuzioni rimane intatta, oggi come allora: la melodia rarefatta e atmosferica nella parte centrale di Astronomy Domine (Ummagumma); il crescendo vertiginoso dal sapore orientale in Set The Controls For The Heart Of The Sun (Ummagumma); le atmosfere misteriose, atonali e rumoristiche nel brano A Saucerful Of Secrets; le sperimentazioni audaci e devastanti nella già citata Sysyphus; le pagine atmosferiche strumentali incise per il film Zabriskie Point, poi scartate dalla colonna sonora. Questo e molto altro è quello che ci resta della sublime sensibilità musicale di Richard Wright.

È morto uno dei grandi strumentisti del rock. Uno di quelli che hanno fatto la differenza.

Addio Rick!

Wednesday, September 17th, 2008

Il dialogo va a puttane, che sia la volta buona?

pinkandblackpig.jpgBerlusca bacchetta Veltroni e minaccia di chiudere il dialogo con l’opposizione. È evidente che la testa bitumata vorrebbe un Veltroni ancora più sottomesso. Dall’altro lato, l’elettorato più intransigente che male gradisce la non opposizione del PD di Veltroni, in continua espansione, è costretto a ripiegare su Di Pietro o a disertare il voto. Ora arriva la ciliegina sulla torta: dai sondaggi risulta che il consenso popolare del Cavaliere è addirittura in aumento, mentre il PD è in calo. Con una informazione “militarmente occupata” dal Cavaliere mi meraviglierei del contrario.

C’è tuttavia un lato positivo. Mi auguro davvero che la lunga stagione del dialogo sia giunta al capolinea e che, continuando di questo passo, la nullità di Veltroni verrà scalzata via prima di festeggiare il primo compleanno del PD.

(photo by Matthieu :: giik.net/blog)

Saturday, September 13th, 2008

D’Avanzo piscia fuori dal vaso

impastato.jpgA proposito della polemica D’Avanzo-Travaglio. Al di la di tutti gli inutili dettagli che sono emersi dal battibecco, mi voglio soffermare sul punto più importante della questione: da un lato Travaglio denuncia in televisione il fatto che nessuno si è preso la briga di informare il pubblico televisivo che il neo presidente del Senato in passato è stato socio con persone in seguito condannate per mafia (fra cui un boss); dall’altro D’Avanzo, forse sentendosi implicitamente attaccato nell’orgoglio di giornalista, accusa Travaglio di raccontare fatti “sdrucciolevoli” per “persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia”. Scrive D’Avanzo:

«Le lontane “amicizie pericolose” di Schifani furono raccontate per la prima volta, e ripetutamente, da Repubblica nel 2002 (da Enrico Bellavia). In quell’anno furono riprese dall’Espresso (da Franco Giustolisi e Marco Lillo). Nel 2004 le si potevano leggere in Voglia di mafia (di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Carocci). Tre anni dopo in I complici (di Lirio Abbate e Peter Gomez, Fazi). Se dei legami dubbi di Schifani non si è più parlato non è per ottusità, opportunismo o codardia né, come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché l’agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i giornali?).

Non se n’è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun – ulteriore e decisivo – elemento di verità. Siamo fermi al punto di partenza. Quasi trent’anni fa Schifani è stato in società con un tipo che, nel 1994, fonda un circolo di Forza Italia a Villabate e, quattro anni dopo, viene processato come mafioso.» (fonte Repubblica.it)

Stando ai fatti ed alle dichiarazioni documentate nel libro “I Complici“, credo che avere il sospetto che il Presidente del Senato possa essere ricattabile da un boss in carcere, sia più che legittimo. Stiamo parliamo di un personaggio che successivamente alle “amicizie pericolose” ha fatto la sua bella carriera. Recentemente è stato paracadutato nella seconda carica dello Stato ma continua ad infischiarsene di fare chiarezza sul suo brillante passato. Siamo di fronte ad un potenziale pericolo pubblico ma secondo D’Avanzo è bene evitare di parlarne visto che nel frattempo non sono emersi nuovi “elementi di verità”. Peccato che il neo presidente in questione nel frattempo si occupa di roba pubblica, non di noccioline. E poi si sa, per risolvere i problemi è sufficiente smettere di parlarne, specie in televisione. Non per niente è lo stesso paese dove il conflitto di interessi del Cavaliere non viene risolto da 15 anni, dunque non esiste più.

D’Avanzo, stai proprio pisciando fuori dal vaso.

Segnalazioni:
Intervista a Lirio Abbate di Nello Trocchia

(photo by [ragnagne])

Friday, August 29th, 2008

A Saucerful Of Secrets

Filed under: Dirty Three, Musica, Pink Floyd, Spring Heel Jack, Ustr?ga
Written by: mazapegul @ 10:49 pm

pf-a_saucerful_of_secrets.jpg

A Saucerful Of Secrets, la mini suite pubblicata nell’omonimo album dei Pink Floyd, è uno dei brani più influenti nella storia del rock, per quanto riguarda le frange più sperimentali si intende. Intere scene musicali hanno un debito con questa geniale intuizione musicale dei Pink Floyd, in particolare il rock tedesco degli anni ’70. A 40 anni di distanza dalla sua prima pubblicazione, vi sono ancora artisti influenzati, consapevolmente o meno, da questo brano. Ne evidenzio due in particolare (anzi tre), due brani di grande fascino e spessore, che possono essere concettualmente collegati ad ASOS. Non si tratta di plagio, cover o roba simile. I due brani, di cui consiglio vivamente l’ascolto, sono assolutamente originali e brillano di luce propria. Oltre ad appartenere a generi diversi. In entrambi i brani ritroviamo tuttavia lo sviluppo dei temi musicali in tre parti principali (anche se ASOS è solitamente scomposta in quattro parti), con una esposizione atmosferica incentrata sulla timbrica dei suoni, che alterna tensione a violenza sonora con largo uso del rumore, per risolvere infine in un movimento melodico epico.

I Offered It Up To The Stars And The Night Sky (13:42)
Dirty Three – Whatever You Love, You Are (2000)

Questa mini suite del trio di Melbourne è un brano concettualmente minimalista, suddiviso idealmente in tre parti. La prima parte è un loop di scale eseguite col violino. Si tratta in realtà si una singola scala ascendente sospesa, che si addensa progressivamente su se stessa in una moltitudine di strati. Il loop chiude con una sovrapposizione di melodie minimali. Dalla atmosfera ascetica del primo movimento si passa all’atmosfera inquieta e tenebrosa della seconda parte. Il brano si sviluppa su due singole note di chitarra e batteria minimale, con interventi stridenti di violino. Il clima di attesa, inizialmente rarefatto, diventa via via più denso e dissonante. La tensione cresce progressivamente fino a liberarsi nell’epico tema melodico della terza parte. In un primo momento il tema viene solo anticipato, subito interrotto da un’altro periodo di tensioni e dissonanze. La terza parte ripropone lo stesso tema precedentemente anticipato, il violino esegue linee melodiche in continua sovrapposizione su registri sempre più alti, mentre le sonorità si fanno progressivamente più rozze e distorte. Nel finale rimane un’orgia di suoni integralmente devastata dalle distorsioni. Un tour de force inaudito, insieme epico e devastante.

Part 2 (39:16)
Spring Heel Jack – Live (2003)

Con questo brano ci spostiamo su altri territori. Spring Heel Jack è una formazione eclettica, che fonde molteplici elementi musicali. Si va dal free jazz all’avant garde, dal drum’n'bass allo shoegaze. Generi musicali all’apparenza diametralmente opposti. La prima parte del brano è prevalentemente percussiva, un eccitante duetto di basso e batteria. La seconda parte irrompe come un’esplosione. Una cascata di suoni e rumori, caotica ed atonale. Tutti gli strumenti (fiati, chitarre, tastiere, percussioni) liberano le briglie in un turbine orgiastico. Liberato parte dell’impeto iniziale, si passa ad un momento più propriamente avant jazz. La terza parte inizia con un lento fade-in. È interamente basata su un tappeto continuo di tastiere, ed una lenta sequenza tonale di accordi eseguiti al pianoforte. Ogni accordo scende di una seconda rispetto al precedente, per ricominciare da capo alla fine dell’ottava. L’impressione è quella di una melodia che continua a scendere senza soluzione di continuità. Una melodia toccante ed infinita. Questa base musicale (20 minuti!) fa da tappeto ad interventi strumentali continui e dissonanti, in un crescendo progressivo che arriva a seppellire la base. Esaurite le risorse melodiche, il brano si spegne lentamente.

Terrmuq Pt. I,II,III (18:53)
Ustr?ga – Rubbil (2006)

Questo è il terzo brano a cui ho fatto accenno in precedenza. Anche quì l’influenza di ASOS, più o meno consapevole, è evidente. Questo lo posso linkare per per intero, essendo una composizione mia e di Ettore:

terrmuq I
terrmuq II
terrmuq III

Wednesday, August 27th, 2008

Pio La Torre, ucciso per la seconda volta

pio_la_torre.jpgIl primo a rompere il ghiaccio è stato Micciché (PDL). Nell’ottobre 2007 si lamentò pubblicamente del fatto che un turista come arriva in Sicilia si deprime subito, “Aeroporto Falcone-Borsellino [...] che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell’aeroporto” (fonte Repubblica.it). Per fortuna ci ha pensato Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, a fargli notare che l’aeroporto non è stato intitolato a Riina o a Provenzano. In seguito Micciché “ritirò la frase” ma cambia poco, non ha certo detto quello che non pensa.

C’è però chi ha imparato la lezione, si tratta della giunta del Comune di Comiso. Sembra che non gli andasse tanto a genio il fatto che l’Areoporto di Comiso fosse intitolato a Pio La Torre (noto politico ucciso dalla mafia nel 1982, colpevole di aver avanzato un proposta di legge poco gradita a Cosa Nostra). Che depressione! Ma questa volta non hanno rilasciato la dichiarazione alla Micciché, la giunta di centro destra con una delibera ha ripristinato il vecchio nome dell’aeroporto. Il perché ce lo spiega il sindaco Giuseppe Alfano: “Come rileva un sondaggio effettuato a suo tempo, l’intitolazione a La Torre aveva riscontrato scarso gradimento fra i cittadini“. Capito? Un bel sondaggino et voilà, Pio La Torre non c’è più, ucciso per la seconda volta. Effettivamente siamo in perfetta linea con le direttive del padrone, oggi gli eroi si chiamano Vittorio Mangano.

Sunday, August 24th, 2008

Tormentato dai fantasmi

psych.jpgIl Premier delle libertà afferma che si ispirerà a Falcone, in relazione alla imminente riforma sulla giustizia (clicca il video).

Il Premier bitumato è sempre più ossessionato dai morti. Non da tutti, tre in particolare, i più “indigesti”: prima Indro Montanelli, poi Enzo Biagi, ora è il turno di Giovanni Falcone. Eppure il nostro è circondato da uno stuolo di sudditi. Giornalisti, intellettuali, imprenditori, politici, preti, operai, precari e disoccupati. Un popolo servile che non perde mai occasione di osannarlo, anche nei momenti più difficili. Ma non serve a niente, la Testa Bitumata è palesemente tormentata da quei tre fantasmi (e ben si capisce il perchè). Ecco allora il goffo revisionismo su persone che tanto non possono più parlare. I sudditi devoti lo asseconderanno. Il Bitumato finirà per autoconvincersi delle proprie balle.

Quì ci vorrebbe un buon psicologo, altro che Carfagna.

Thursday, August 21st, 2008

Non sempre le cose sono come sembrano

fake.jpgOccorre sfatare qualche luogherello comune a proposito del Partito Democratico, inteso come quel partito politico la cui massima aspirazione è rappresentata da leader eccellenti quali D’Alema, Fassino, Letta, Bassolino, Finocchiaro, Veltroni, eccetera.

Al PD è dispiaciuto il fatto di avere perso le ultime elezioni

Falso. Sono invece contenti del fatto che non dovranno essere loro ad approvare una serie di leggi vergogna, tanto sospirate anche dal PD. Per quanto riguarda l’annunciata legge sulle intercettazioni e del bavaglio alla stampa, ad esempio, sarà l’Unto dal Signore a metterci la bella faccia, tanto lui la vergogna non ce l’ha più. Per la gioia dei vari D’Alema, Fassino, Latorre (vedi vicenda Unipol-Bnl e relative intercettazioni).

Al PD non piace Berlusconi

Falso. Il PD non potrebbe nemmeno aspirare a vincere le elezioni parrocchiali se non fosse per Berlusconi. Si da il caso che 5 anni di Cavaliere porteranno i poveri Italiani ad uno stato di nausea tale, da rendere possibile anche l’impossibile: una vittoria accidentale, ed assai risicata, del grande PD.

Il PD è contrario al conflitto d’interessi ed alla concentrazione del potere mediatico

Falsissimo. A parte il fatto che il leggendario D’Alema ha già dichiarato a più riprese che Mediaset è un patrimonio nazionale (quindi non può che esserlo anche il relativo padrone), si da il caso che il signor Conflitto di Interessi per eccellenza, incarnato in terra, non ha mai mancato di usare le sue televisioni per esprimere solidarietà nei confronti di quei poveri cristi del PD rimasti incagliati nella morsa della giustizia (vedi solidarietà a Del Turco e ancora vicenda Unipol-Bnl).

Il PD è psicologicamente suddito delle frange giustizialiste, tipo Italia dei Valori

Falsissimo. Il PD odia Di Pietro come il peggior nemico. Gli sta sottraendo elettori su base giornaliera. Meno male che c’è un Cavaliere solidale disposto ad ospitare Veltroni nelle sue TV, purché si lamenti pubblicamente del cattivone Di Pietro, nota figura centrale di quel “raduno di brigatisti” chiamato “No Cav Day”. Ben venga anche la corazzata diffa-demonizzatoria contro il medesimo cattivone, dalle reti del patrimonio nazionale naturalmente.

(photo by funadium)

Powered by WordPress