Sunday, May 1st, 2011

Estrema sinistra e Berlusconi, Dio li fa poi li accoppia

Filed under: Giustizia, Il vergognoso, L'Espresso, Marco Travaglio, Toni Negri
Written by: mazapegul @ 10:35 pm

I flirt fra certi estremisti di sinistra e il Berlusca sono più logici di quel che possa sembrare. Toni Negri, leader negli anni ’70 dei movimenti della sinistra extraparlamentare Potere Operaio e Autonomia Operaia, è solo uno dei tanti. Per chi volesse approfondire consiglio la consultazione della nutrita lista dei comunistoidi berlusconizzati. Mi si contesterà che nella vita è anche permesso cambiare idea. Magari! Al contrario qui si sta parlando di continuità. I Toni Negri e i berluschini hanno infatti almeno una cosa in comune, lo stesso nemico: la magistratura. Non tutta naturalmente, solo quella con la schiena dritta e che applica la legge senza guardare in faccia a nessuno. In taluni casi hanno anche amici in comune: conto corrente e poltrona.

Forza bolscev… pardon, Italia!

Filed under: Comunismo, Forza Italia
Written by: mazapegul @ 10:03 pm

Quello che segue è un elenco dei soggetti di varia estrazione sinistroide, dai moderati agli estremisti, berlusconizzatisi in tempi relativamente recenti. L’articolo l’ho trovato in rete e lo riporto integralmente con qualche aggiornamento:

Adornato, Ferdinando

In origine, esponente della sinistra riformista e del Partito Democratico della Sinistra; è stato tra i fondatori di Alleanza Democratica che ha prodotto la sua elezione alla Camera dei deputati nel 1994; nel 1996, Adornato decide di spostarsi nell’area di centrodestra, aderendo a Forza Italia, partito del quale diviene deputato nel 2001.

Azzollini, Antonio

Ha all’attivo la militanza prima nel PDUP (Partito di Unità Proletaria), quindi nei Verdi per poi approdare al PCI – PDS, dal quale viene espulso. Successivamente, dopo la scesa in campo di Berlusconi, approda in Forza Italia. Oggi è senatore nel Pdl.

Bondi, Sandro

Milita giovanissimo nella FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana), della quale diventa presto segretario della Lunigiana; esponente del PCI poi, fautore del compromesso storico; nel 1990 è sindaco comunista di Fivizzano; nel 1992 la giunta comunale da lui guidata viene rovesciata dai socialisti locali, in associazione con la Democrazia Cristiana; lascia il PCI per approdare alla corte di Silvio Berlusconi – conosciuto grazie all’intermediazione dello scultore Pietro Cascella – del quale diviene il primo collaboratore e segretario.

Brandirali, Aldo

Inizia a lavorare prestissimo: a 13 anni è già operaio; iscritto alla FGCI, poi è nel PCI, fonda (nel 1968) Servire il popolo, formazione maoista che scioglierà nel 1977 per entrare nella DC; in seguito passa dal CDU per arrivare a Forza Italia.

Caprara, Massimo

Politico e scrittore, dal 1944 è per vent’anni il segretario personale di Palmiro Togliatti; dal 1953 deputato eletto a Napoli per quattro legislature, segretario del gruppo comunista, membro del comitato centrale del partito, segretario regionale della Campania; negli anni ‘50 sindaco di Portici, poi consigliere comunale di Napoli fino al 1997; tra i fondatori del gruppo del Manifesto, ed escluso dal PCI nel 1969 con gli altri aderenti al gruppo, per la posizione critica assunta dal gruppo a riguardo della invasione della Cecoslovacchia; successivamente, intraprende un percorso critico che lo conduce all’adesione a Forza Italia.

Cicchitto, Fabrizio

Segretario della FGSI (Federazione Giovanile Socialista Italiana) negli anni settanta, membro del PSI, nella corrente di sinistra dei lombardiani da socialista marxista vicino alla politica di compromesso storico perseguita dal Partito Comunista Italiano; tesserato nella P2, dopo un periodo di lontananza dalla politica deve a Bettino Craxi il ripescaggio tra le prime file del PSI; nel 1994, dopo aver fondato il Partito Socialista Riformista, aderisce a Forza Italia.

Frattini, Franco

Collaboratore del quotidiano Il Manifesto in gioventù, attualmente è un membro della Commissione Europea; aderisce nel 1996 a Forza Italia; Ministro della Funzione Pubblica prima, degli Esteri poi, nel governo Berlusconi.

Guzzanti, Paolo

Vicedirettore de Il Giornale ed editorialista di Panorama. Ha fatto parte del Partito Socialista Italiano. Eletto nella XVI legislatura deputato del Popolo delle Libertà. Nel 2009 lascia il Popolo delle Libertà e passa all’opposizione. Quindi aderisce al Partito Liberale Italiano, che successivamente lascia in favore del Polo della Nazione. Il 17 febbraio 2011 annuncia il suo ritorno in maggioranza con il suo ingresso nel gruppo parlamentare di Iniziativa Responsabile in qualità di “indipendente liberale”.

Micciché, Gianfranco

Ex militante di Lotta Continua, è stato poi dirigente d’azienda, per undici anni, presso l’Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie in Sicilia; successivamente è stato dirigente di Publitalia ‘80, azienda di Silvio Berlusconi; inizia la sua esperienza politica nel 1993, quando è tra i promotori della nascita di Forza Italia in Sicilia, di cui assume l’incarico di coordinatore regionale.

Maiolo, Tiziana

Ex giornalista de Il Manifesto, poi militante di Rifondazione Comunista con doppia tessera del Partito Radicale; ex magistrato, fondatrice dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, aderisce nel 1994 alle battaglie garantiste del partito di Silvio Berlusconi.

Pecorella, Gaetano

Avvocato penalista, già membro di Soccorso Rosso e di Potere Operaio, ex candidato alle regionali per Democrazia Proletaria, è ricordato per essere stato il difensore dei militanti di estrema sinistra processati e condannati per l’efferato omicidio di Sergio Ramelli; in seguito, diviene legale di Silvio Berlusconi ed aderisce a Forza Italia.

Vizzini, Carlo

Già esponente del Partito Socialista Democratico Italiano tra gli anni ‘70, ‘80 e ‘90, aderisce nel 1998 a Forza Italia; viene eletto senatore nel 2001 e nel 2006.

A questo elenco di politici forzaitalioti tout court è da affiancare quello altrettanto numeroso di giornalisti – una volta di sinistra – gravitanti nell’orbita berlusconiana: il fu direttore de L’Unità Renzo Foà; gli ex appartenenti a Lotta Continua Paolo Liguori, Carlo Panella e Giampiero Mughini; l’ex militante di Potere Operaio Lanfranco Pace; gli ex socialisti Carlo Rossella e Filippo Facci; l’ex comunista, poi socialista – Ministro per i Rapporti col Parlamento nel primo governo Berlusconi ed attualmente direttore de Il Foglio – Giuliano Ferrara.

Saturday, April 30th, 2011

De Magistris sindaco per Napoli

Filed under: Amministrative 2011, Elezioni, Luigi De Magistris
Written by: mazapegul @ 12:30 pm

Friday, April 29th, 2011

Giù le mani da Antonio Ingroia!

Se le balle prendessero fuoco, l’Italia sarebbe la prima potenza energetica mondiale, e sarebbe in buona parte merito del governo. Purtroppo le cose non stanno così. Se da un lato il governo delle balle non produce ricchezza, dall’altro produce certezze. Una certezza è l’integrità morale degli uomini e donne di stato che vengono di volta in volta presi di mira dal fuoco concentrico dei trombettieri berlusconiani, per dirla alla Travaglio. Gian Carlo Caselli, Nicoletta Gandus, Ilda Boccassini, Luigi De Magistris, Gioacchino Genchi, Fabio de Pasquale, ecc…

Da tempo nel mirino, ma oggi più che mai, c’è Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della procura di Palermo, titolare di importanti indagini sui rapporti fra mafia e politica (stragi di mafia ’92-’93, trattativa mafia-stato, nascita di Forza Italia e della Seconda Repubblica). Il pretesto per attaccare Ingroia è un documento taroccato depositato da Massimo Ciancimino, figlio del boss mafioso Vito Ciancimino. L’accusa dei berluscones è che la procura di Palermo avrebbe dato credito al “pataccaro” Ciancimino per sostenere dei “teoremi” accusatori contro il loro capo (il garante della loro piccola fetta di potere). Questi esseri non conoscono neanche il significato delle parole che dicono, un teorema altro non è che la dimostrazione di una ipotesi. Ma a parte questo, è stato Ingroia il primo a prendere con cautela la documentazione e le dichiarazioni fornite del figlio del boss, considerandole attendibili solo se opportunamente riscontrate. È stato infatti lo stesso magistrato palermitano a chiedere l’arresto del Ciancimino non appena è stato verificato un falso. Quale migliore occasione invece per questi trombettieri per screditare la procura di Palermo e le tanto odiate indagini in corso. Su chi stia manovrando Ciancimino per montare questa macchina diffamatoria mi sono fatto una mia idea precisa. Il fatto che Giulardo Ferrara abbia scomodato il caso Scarantino(*) per gettare fango sul pm Nino Di Matteo, non fa che rafforzare questa mia convinzione.

In altre parole, il governo appeso al pelo di topa della nipote di Mubarak, ora pone il seguente “teorema”: l’ultima pietra è scalfita, dunque la piramide non esiste.

(*) Vincenzo Scarantino è un falso pentito che si era autoaccusato di aver preso parte all’attentato a Paolo Borsellino e in seguito condannato. Con ogni probabilità è stato manovrato dai servizi segreti e pezzi deviati dello Stato per costruire il più grave depistaggio giudiziario dal dopoguerra ad oggi. Per approfondire l’argomento consiglio L’agenda nera, di Lo Bianco e Rizza.

Friday, April 22nd, 2011

A brigante, brigante e mezzo

Filed under: Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Regime, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 10:06 pm

Cito da Il Gioviale:

Sbattuto in prima pagina come un farabutto solo perché ha presentato una proposta di legge per modificare l’articolo 1 della Costituzione. Tutto si aspettava Remigio Ceroni tranne che venire indicato dal Fatto come un marito che picchia la moglie. Una vecchia denuncia riesumata dal giornale di Travaglio che ora il deputato Pdl nega: «Chiedo l’intervento di Napolitano e Fini» ha detto alla Zanzara su Radio24. E per dimostrare che ha ragione non ricorre alla querela («forse la farà mia moglie») ma invita l’autrice dell’articolo a trascorrere Pasqua a casa sua «così si documenterà meglio».

Anche Il Fatto Quotidiano sparge fango e merda? Dunque tutti uguali?

La macchina del fango non la utilizza mai chi oppone resistenza al regime. La macchina del fango la utilizza il potere quando è in fase di difficoltà, puntandola contro chiunque si metta di traverso. Quando avviene il contrario, come nel caso de Il Fatto, abbiamo una legittima applicazione della logica “a brigante, brigante e mezzo”. Si tratta ovviamente di una guerra ad armi particolarmente impari, visto che l’imponente dispiegamento di mezzi è sempre esclusiva del potere.

Certo, non si tratta di un concetti di facile assimilazione per un lettore medio de Il Gioviale del Sallusferatu.

Esprimo tuttavia solidarietà ai personaggi alla Lassini e Ceroni, di cui il Pdl pullula. In realtà dei poveretti al servizio del regime, che non sanno più cosa inventarsi per attirare l’attenzione del Papi, forse per avere in cambio pure loro una meritata farfallina.

Saturday, April 16th, 2011

“Via le Br dalle Procure”

Quando un mafionano paragona i pm alla Brigate Rosse state certi che si riferisce a quelli migliori.

Ilda Boccassini ad esempio. Magistrato coraggioso in prima linea nella lotta contra la mafia, ha diretto a partire dal 2004 le indagini della DIGOS che il 12 febbraio 2007 hanno portato all’arresto 15 sospetti appartenenti all’ala movimentista delle Nuove Brigate Rosse, denominata anche Seconda Posizione. Secondo l’accusa, la presunta organizzazione terroristica, operante nel Nord Italia, stava preparando attentati contro persone e aziende. Fra gli altri, indovinate chi c’era nel mirino delle Brigate Rosse e dunque dovrebbe solo ringraziare? Silvio Berlusconi. Vi pareva? (fonti: Wikipedia, Altro Confronto).

Caro Napolitano non le sembra ormai ora di staccare la spina a questa masnada di governo con a capo il più grande clown degli ultimi 150 anni? Anche perché di questo passo andrà a finire che i cittadini li andranno a prendere a casa di persona, e non sarà un bello spettacolo (Ceaușescu docet).

Thursday, April 14th, 2011

Lettera alla base leghista

Filed under: Il vergognoso, Lega Nord, Lettere, Umberto Bossi
Written by: mazapegul @ 8:52 pm

Devo congratularmi con gli elettori della Lega Nord per i grandi risultati ottenuti. Il patto elettorale Berlusconi-Bossi ormai lo conoscono anche i muri, e può essere sintetizzato come segue: al primo interessa salvare le penne dai procedimenti penali in cui è imputato, oltre che tutelare le sue aziende e il potere mediatico; al secondo interessa un po’ tutto il resto. Dunque d’amore e d’accordo? Dipende dai punti di vista. Il primo fino ad ora ha ottenuto puntualmente tutto quello che gli stava a cuore. Il secondo, poveretto, dopo oltre 10 anni di governo in alleanza stretta con la crème de la crème della “Roma ladrona”, l’unica cosa che ha ottenuto sono tante belle poltroncine riscaldate da altrettanti culetti di dirigenti leghisti, paracadutati a destra e a manca, ora mantenuti dai contribuenti. Ma cosa ne è stato delle promesse fatte alla base dell’elettorato? Devolution, federalismo fiscale, controllo immigrazione, ecc.? Non se ne è fatto assolutamente nulla (per fortuna, mi tocca aggiungere), semplicemente perché al nanefrottolo non gliene può fregare di meno.

Mi rivolgo alla cosiddetta base leghista, perché invece di sostenere ad oltranza dei servi parassiti ed incapaci non votate direttamente lui, il puttaniere di Hardcore?

Friday, April 8th, 2011

Indovinello del giorno

Filed under: Il vergognoso
Written by: mazapegul @ 10:05 pm

Prendi un nano, aggiungi 50 grammi di patina da scarpe nera, 50 grammi di cerone arancione, una scatola di compresse blu, mafia quanto basta, un pizzico di pedofilia e una spruzzatina di spirito scaduto. Cosa ottieni?

Monday, April 4th, 2011

Infranto il tabù!

Filed under: Giuliano Ferrara
Written by: mazapegul @ 10:29 pm

Giulardo Ferrara mostra in prima serata l’uso corretto del preservativo.

Thursday, March 17th, 2011

Latrocinio nucleare

Filed under: Carlo Rubbia, Energia, Mafia, Nucleare
Written by: mazapegul @ 10:56 am

Il governo miope mira solo a far man bassa di denaro pubblico nel breve termine. Guardate in quali campi negli ultimi anni sono avvenute le maggiori ruberie: edilizia/costruzioni e smaltimento rifiuti. Il nucleare è il massimo a cui le cricche potrebbero aspirare. Scuola, ricerca e cultura sono considerate spreco di denaro. Le eventuali centrali nucleari che verranno costruite non potranno essere operative se non fra 10 o 15 anni. Anzi, molto probabilmente non verranno mai accese, in quando sconvenienti per via dei costi spropositati che la produzione di energia nucleare richiede oggi, a meno che non si decida di affidare lo smaltimento scorie radioattive alla camorra. Ma chissenefrega, quel che conta è che si inizi la costruzione e la spremuta di denaro pubblico, assieme al ponte sullo Stretto ed alle altre “grandi opere”. Ma lo Stato non era in mutande? Dove li trovano tutti quei soldi per gonfiare le tasche delle cricche di costruttori amici dei parenti dei cognati?

Nel video qui sopra il fisico Carlo Rubbia spiega in termini semplici e pratici la questione del nucleare.

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