Come scongiurare il rischio tsunami

Iniziamo col mandare Ferrara in vacanza in montagna.


Iniziamo col mandare Ferrara in vacanza in montagna.
Secondo i beoti de Il Giornale il pm Antonio Ingroia dovrebbe dimettersi perché difende la Costituzione in piazza. Di questo passo arriveranno a chiedere a Jenna Jameson di smettere di fare film porno perché tromba.
Un reato tira l’altro. Per coprire vecchi reati il nano deve commetterne di nuovi. Ora siamo al tentato invecchiamento di minorenne. Poi se ne va in giro a piagnucolare: “contro di me una persecuzione giudiziaria!”. Dunque uno che continua a mangiare troppe ciliege, finendo puntualmente dal dottore col mal di pancia, non è fesso, è vittima di una persecuzione terapeutica.
Il Giulianone nazionale non è una semplice palla di lardo, è una palla di lardo in carriera. Se gli togliessimo il nano, cosa rimarrebbe? Una palla di lardo e basta. Dunque ben gli conviene il ruolo del difensore d’ufficio del nano, magari dai banchi della concorrenza (la Rai) e a spese dei contribuenti. Visto che per fare quel “mestiere” bisogna raccontarne di palle, la scelta su chi piazzare in Rai dopo il Minzolingua non poteva che ricadere sul medesimo: la palla di lardo. La stessa palla che ritornò alla ribalta qualche settimana fa in quel teatro di cui ora non ricordo il nome… ah si, il “Teatro dal Verme“.
Quando c’è di mezzo Ferrara, niente è casuale.
Cito da Il Giornale dell’8 marzo 2011:
Alla guerra si può anche andare controvoglia. Non tutti vivono la vita come una lotta continua e non tutti hanno una sete perenne di scontro. Capita così che, agli assalti frontali di Roberto Saviano, Marina Berlusconi risponda più per dovere di chiarezza che per effettiva intenzione di alzare il livello della tensione.
C’è un omuncolo che si aggira nel palazzo, da circa 16 anni viene misteriosamente scambiato per statista. Qualche mese fa il nostro eroe ebbe la brillante idea di accusare Roberto Saviano di aver danneggiato l’immagine del paese col suo libro denuncia Gomorra. La figlia Marina, invece di difendere il libro di cui è editore e che ha assicurato discrete rendite alla Mandadori (nota casa editrice sgraffignata dall’omuncolo grazie alla corruzione giudiziaria), ha rivendicato il diritto del padre ad esprimere liberamente le proprie opinioni. Ovvero, come confondere la libertà con l’esercizio di potere (consiglio in proposito l’intervento di Alessandro Pace linkato qui sopra).
Passa un po’ di tempo, lo scrittore napoletano riceve una laurea honoris causa e la dedica alla Boccassini, Forno e Sangermano, tre pm insultati ed infangati a reti unificate, colpevoli di fare il proprio mestiere. La primogenita del Cavaliere se la prende a male e dichiara pubblicamente di provare “orrore” per quella dedica. Quelli indagano sul “grande statista”, come si permettono? Infatti se il padre commette reati la colpa è dei magistrati. E di Saviano naturalmente.
Questo è solo un piccolo assaggio dell’aberrante sistema “liberale” in cui sguazzano famiglia Berlusconi e cortigiani.
Ma cosa si legge nel Giornale di famiglia? Che la povera vittima Marina deve subire gli “assalti frontali di Roberto Saviano”, costretta così ad “andare in guerra controvoglia”. Certo che se arrivate a leggere quella roba che chiamano Il Giornale, i casi sono due:
Post precedenti:
Berlusconi come Mattei? Mah, a me sembra più che Benetazzo sia in vena di cazzate. Il nano è un burattino nelle mani di cosa nostra già da prima della sua discesa in campo, altro che “persona non controllabile negli Stati Uniti”. Al contrario Mattei è stato ucciso perché era un imprenditore scomodo al Patto Atlantico e fuori controllo. La tesi del complotto internazionale contro Berlusconi non sta in piedi, se davvero gli USA volessero buttarlo giù, gli basterebbe una scoreggia.
Il caimano morente sferra l’attacco finale alle istituzioni? Ma no, qua la guerra è contro la satira. L’ultima uscita del senatore del Pdl Alessio Butti è di quelle che stracciano l’avversario senza remissione. Cito dal documento ufficiale:
“Per evitare il determinarsi di una evidente posizione dominante (il Pdl che si preoccupa delle posizioni dominanti, ROTFL, n.d.r.) da parte di alcuni operatori dell’informazione rispetto ad altri (i poveretti che non se li caga nessuno, n.d.r.), la Rai valuti l’opportunità di sperimentare l’apertura di altri spazi informativi o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti (ovvero come piazzare delle nullità in TV e fottersi gli indici d’ascolto di Floris e Santoro, non è geniale? n.d.r.) secondo una equilibrata alternanza settimanale (e padronale, n.d.r.)”.
Neanche un Orwell in acido poteva pensare all’imposizione del conduttore a targhe alterne (altrimenti noto come semiconduttore), mirata esclusivamente ai talk show scomodi al regime. Dubito che la satira possa escogitare qualcosa di più comico nel prossimo futuro. Alessio, si Butti giù.
Cito da Repubblica.it:
La capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, replica con durezza alle affermazioni del presidente del Consiglio: “L’ennesimo sproloquio solitario di Berlusconi porta con sè un ulteriore attacco alle istituzioni del nostro Paese”, dice la Finocchiaro. “Non stanco di aver creato numerosi e inaccettabili scontri istituzionali, oggi il presidente del Consiglio attacca la Corte costituzionale e annuncia di volerla cambiare. Tutto ciò non è sopportabile. Se è in grado di governare”, conclude l’esponente del Pd, “lo dimostri, sennò, per il bene del Paese, si dimetta”.
Dunque secondo la Finocchiaro il nano deve ancora dimostrare qualcosa. Andiamo bene. Con questa opposizione il sultanato berlusconiano regnerà nei secoli dei secoli. Amen.
Il Vaticano delude. Questo loro improvviso imbarazzo in relazione ai rapporti col Cavaliere, proprio non si spiega. Del Cavaliere hanno retto ogni nefandezza: corruzione di giudici, collusioni con la mafia, leggi vergogna, diffamazione di direttori di giornali cattolici. Persino divorzio, spergiuri e bestemmie! Perché dopo aver dimostrato di avere uno stomaco che dire forte sarebbe un eufemismo, arriva inaspettato questo mal di pancia? La risposta è semplice: il pelo. La pelofobia del Vaticano è cosa nota.
Vorrei tuttavia consigliare al Vaticano di non incaponirsi su questa risibile questione, dovrebbero invece accoglierlo il Cavaliere. Un po’ come faceva Gesù quando andava di proposito dai peccatori. C’è solo una piccola differenza, i peccatori si avvicinavano a Gesù mentre oggi è il Vaticano ad essersi avvicinato al Cavaliere. Quando si dice l’evoluzione.
Un appello a Bertone e Bagnasco: Berlusconi Papa!
Questa è la sintesi dell’intervento di Giuliano Ferrara al Teatro Dal Verme (ma li scelgono apposta i teatri?): “Caro Berlusconi, porto una quarta di reggiseno, perché non mi fai fare l’escort?”.
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