King Crimson: In The Court Of The Crimson King
Island, 1969

Album d'esordio del gruppo capitanato da Robert Fripp, In The Court Of The Crimson King è uno dei grandi manifesti del prog-rock europeo, un genere che ha avuto la sua massima espressione nella prima metà degli anni '70. L'album, pur non potendosi considerare il capostipite assoluto del genere, è sicuramente quello che si impose con maggior impatto, definendo molti degli elementi che in seguito caratterizzeranno il genere stesso. In The Court Of The Crimson King fonde diverse componenti musicali, che vanno dalla musica classica sinfonica alla sperimentazione, dalla ballad melodica al rock "duro". Il suono dell'album è principalmente caratterizzato dai seguenti elementi: largo uso del mellotron (il genitore del moderno campionatore, i cui "problemi" di intonazione gli conferivano il tipico sapore surreale); la chitarra "fredda", funambolica e raffinata di Robert Fripp; la voce limpida e potente di Greg Lake (in alcuni casi filtrata); il flauto melodico e fantasioso di Ian McDonald; il drumming libero, a metà fra rock e jazz, di Mike Giles. Il gruppo vanta inoltre, nel suo complesso, notevoli doti tecniche strumentali. Composizioni di grande spessore, unite ad arrangiamenti sempre sofisticati ed essenziali, sono tuttavia la vera forza di questo memorabile esordio.
Pubblicato nell'ottobre del '69, l'album si impose nel panorama rock come un'opera rivoluzionaria.
21st Century Schizoid Man
Apre l'album il riff chitarristico di 21st Century Schizoid Man, uno dei più memorabili ed incisivi di tutto il rock. Il brano si dispiega in maniera tagliente ed ossessiva, con voce urlata e pesantemente filtrata. Il passaggio cromatico del riff, ripetuto in vertiginosa accellerazione, introduce la lunga jam strumentale con soli funambolici e schizofrenici. Torna il tema cantato nel finale. Il brano chiude nel completo caos strumentale.
I Talk To The Wind
La bellezza delicata ed eterea di I Talk To The Wind si colloca al polo opposto della durezza di 21st Century Schizoid Man. Il brano è costruito su un affascinante tema melodico divinamente arrangiato, con flauto in evidenza.
Epitaph
Altro drastico cambio di umore con l'atmosfera lugubre di Epitaph. Il brano si dispiega scarno e funereo, il sapore fatalista e remissivo del tema melodico, contrasta con i toni quasi disperati dell'inciso. Una composizione che ricorda certe atmosfere del romanticismo russo (Mussorgsky in particolare). Arrangiamenti sempre molto raffinati, col suono del mellotron in grande evidenza nel "pieno orchestrale" dell'inciso. Uno dei vertici dell'album.
Moonchild
Il vertice assoluto dell'album (e forse di tutta la produzione King Crimson) arriva con l'immensa Moonchild, un brano strutturato in tre parti.
Moonchild è magica e senza tempo. La voce filtrata di Lake conferisce al brano un tono surreale, mentre gli arrangiamenti bizzarri ne conferiscono un tono fiabesco. Un brano irripetibile nella sua impalpabile dolcezza notturna.
Seguono le bizzarrie strumentali di The Dream e The Illusion, brani "incompiuti" nella forma, eseguiti con chitarra, vibrafono e percussioni. Liberi "abbozzi" dissonanti che si esprimono come l'equivalente musicale della pittura impressionista.
The Court Of The Crimson King
Chiude l'album il grande affresco epico di The Court Of The Crimson King. Il brano, impreziosito da bizzarri intermezzi strumentali di matrice classica, sfoggia un'altro tema melodico indimenticabile, che culmina nell'atmosfera solenne dell'inciso.
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